progettare giardini

Progettare giardini è un compito che richiede numerose competenze: botaniche, tecniche, architettoniche. Il garden designer deve saper concepire aree verdi che uniscano l’estetica alla tipologia specifica della pianta.

Per progettare giardini o terrazze che durino nel tempo e che si adattino a un ambiente ben specifico, è necessario conoscere le caratteristiche botaniche delle piante, la loro provenienza, l’adattabilità che le contraddistingue, il clima del luogo, le associazioni tra ambiente sociale ed ecosistema vegetale.

L’attenzione all’ambiente e la necessità di porre un freno all’inquinamento fanno si che la progettazione del verde pubblico e privato sia una delle priorità delle aministrazioni e dei cittadini, che, ora più che mai, confidano sull’importanza di circondarsi di piante per la creazione di green cities.

LEGGI ANCHE: Come fare un Orto biologico: a confronto con l’agronomo Sara Petrucci

Cosa occorre per progettare giardini? Cosa fa nello specifico chi si occupa di garden design? Chi progetta giardini e terrazzi quali competenze deve avere?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo intervistato Manuele Protti, biologo e garden designer, nonché ideatore di Trame Verdi, studio di progettazione di Milano che si occupa di spazi verdi, terrazzi, giardini e spazi per vivere in armonia con l’ambiente, nel senso più ampio del termine. Collabora anche con De Agostini per la revisione scientifica e la stesura di schede botaniche di un’enciclopedia del giardinaggio, in uscita sul mercato estero.

Lei è biologo, garden-designer, giardiniere e consulente ambientale. Tre settori accomunati sicuramente dall’amore per le piante. Perchè ama progettare giardini?

Del mio lavoro amo il contatto con la natura e la possibilità di creare ambienti che facciano stare bene le persone. Terrazzo, giardino o piccolo balcone danno la possibilità alle persone di vivere all’aria aperta, di rilassarsi e riprendere fiato da una vita spesso troppo veloce.

LEGGI ANCHE: Piante Succulente: composizioni di piante grasse “succulente” in vaso

Quando esci in giardino, ritrovi un ritmo più naturale, puoi giocare con i tuo figli, rilassarti leggendo un libro o semplicemente contemplando il movimento delle foglie. Mi piace anche pensare che i lavori che eseguo come progettista di giardini continueranno a modificarsi e crescere nel tempo.

Potrebbe spiegare in cosa consiste la progettazione di un giardino?

Io mi occupo di progettare e realizzare terrazze e giardini. Una parte del mio lavoro, la fase più creativa e stimolante, consiste nella progettazione. Oltre che decidere le essenze botaniche e definire gli spazi, occorre trovare le soluzioni tecniche che ne permettano poi la realizzazione. Poiché un giardino non è fatto di sole piante, grande importanza ha la scelta di arredi, pavimentazioni, fioriere e quant’altro ne definisca la struttura. Lo step successivo, ovvero la realizzazione del giardino, che seguo personalmente, è altrettanto importante: occorre passare dalla teoria alla pratica. In questa fase ci si sporca le mani e si fatica molto, ma alla fine, rimane la piacevole sensazione di aver creato uno spazio che farà stare bene chi lo potrà vivere.

Qual è l’aspetto “magico” delle piante? Che cosa comunicano a chi si prende cura del loro benessere?

Il magico delle piante a mio avviso risiede nel loro essere altro rispetto a noi, nel loro ritmo e nella loro biologia totalmente differenti dalla nostra. Hanno tempi più lunghi, movimenti e dinamiche che non sono i nostri ma da cui noi dipendiamo, in modo inscindibile, per il cibo e anche per l’ossigeno. A questo si aggiunge una variabilità di forme, colori, strutture e sviluppo incredibilmente ampia, che ci permette di creare composizioni sempre diverse. Ad esempio, una quercia vista nel suo insieme ci dà un’idea di solidità, maestosità e bellezza. Ma poi ci possiamo soffermare sul particolare e osservare il meraviglioso verde brillante delle sue foglie illuminate dal sole. E nel frattempo ci dona ossigeno e assorbe CO2.

Come è nata la sua passione per il garden design?

Il mio contatto con la natura nasce da quando ero bambino. Da adulto, ho seguito la mia passione studiando Scienze Biologiche all’Università di Pavia, città in cui sono nato. Una serie di esperienze lavorative mi hanno portato, tra l’altro, a lavorare nel Parco del Ticino e poi in una catena di garden center. Ho quindi approfondito la botanica e la progettazione di spazi esterni. Il mio lavoro l’ho cercato, creato e poi fatto crescere con studi, viaggi e corsi, di pari passo con le mie passioni e attitudini.

Essere biologo aiuta a definire meglio la progettazione di giardini e terrazzi?

L’essere biologo indubbiamente mi aiuta. Conosco molto bene le piante, le loro esigenze e ho gli strumenti per capire che evoluzione avranno e come si integreranno tra loro. Ho un approccio scientifico. Ma l’approccio scientifico chiaramente non basta, in quanto risulterebbe troppo freddo se applicato alla progettazione. Allora occorre seguire e cercare il bello, sapere accostare colori, materiali, texture e tutto quello che serve per creare uno spazio bello e armonioso.

Che tipo di esigenze hanno i suoi clienti che commissionano la progettazione di un giardino?

Non esiste il cliente tipo, ma spesso viene richiesta una bassa manutenzione dello spazio. Questo fattore influenza molto le scelte progettuali. Io dico sempre che le piante hanno bisogno di un’attenzione costante, non dobbiamo mai dimenticare che sono essere viventi.

Qual è il genere di pianta che più preferisce? Può descriverci un suo progetto in merito?

Sono tante le piante ornamentali e non che amo. Mi piacciono molto le erbacee perenni, capaci di regalare splendide fioriture con poca spesa, da abbinare ad aromatiche e graminacee. Sono poi particolarmente innamorato dell’Equisetum hyemale, splendida pianta preistorica dal sapore incredibilmente moderno.

In un importante lavoro nel centro di Milano ho creato una lunga bordura mista in fioriere disegnate su misura dal grande effetto scenografico. L’ampia terrazza di questo attico ha una vista a 360 gradi del centro, la quale spazia fino alle Alpi. Era importante sottolineare questo skyline senza occultarlo, così sono state scelte piante morbide, come Stipa, Phormium e Muhlenbergia capillaris unite ad erbacee dalle lunghe fioriture come Echinacea, Verbena e Gaura. Insieme a rosmarino, Dianthus e Abelia si è creata una cortina che per tutto l’anno ha colori e struttura.

Lei si occupa anche di sviluppo sostenibile. Come collega la sostenibilità alla progettazione di giardini?

Progettare giardini

Progettazione del giardino presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia

La visione e la ricerca di un mondo sostenibile è indispensabile, oltre che ineluttabile, e va applicata anche al paesaggismo e alla gestione del verde.

Qualche anno fa ho seguito un progetto che è la sintesi tra sostenibilità ed estetica. Presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia è stato realizzato un impianto di fitodepurazione, ovvero un giardino che con le sole piante e la ghiaia è capace di depurare le acqua nere dell’ambasciata e di restituirle pulite e a norma di legge.

Il giardino doveva inserirsi in un contesto molto particolare in quanto l’ambasciata di Brasilia è stata progettata da Nervi; il giardino, molto grande e molto curato (paesaggista Ney Dutra Ururahy), dialoga con l’imponente architettura dell’edificio. Così è stato progettato un giardino dalle forme curve che richiama alcune architetture tipiche della città create negli anni ‘60 e ‘70 da importanti architetti come Oscar Niemeyer e Juscelino Kubitschek.

Un giardino con sole piante può essere un vero e prioprio depuratore naturale

Di questo progetto, di cui ho curato la scelta delle piante e la direzione del cantiere in loco, vado particolarmente fiero: è stato creato un giardino che non solo è esteticamente bello ma è anche un vero e proprio depuratore naturale.

Un altro aspetto relativo alla sostenibilità riguarda le isole di calore nelle città, create da lastrici solari, parcheggi, tetti e molto altro ancora. Si tratta di un problema che potrebbe essere attenuato convertendo quelle superfici in giardini e tetti verdi.

Come è cambiato il garden design negli anni?

Si sono create molte nicchie e specializzazioni, dalle pareti verdi al verde pensile piuttosto che professionisti e aziende specializzate in giardini mediterranei o altro. Purtroppo nel settore della progettazione di giardini e terrazzi si sono inserite molte aziende e singoli che si improvvisano e non hanno le capacità tecniche necessarie per eseguire i lavori a regola d’arte. Alla lunga, questa politica non paga ma inquina il mercato. Occorre puntare sicuramente sull’eccellenza e sul lavoro professionale.

Si è mai occupato di piante grasse come succulente? In tal caso, come vengono inserite all’interno di una progettazione di terrazzi o giardini?

In Zambia, a Livingstone, ho progettato un giardino per una guesthouse dove una zona è stata adibita a piante succulente e cactacee. Sono state utilizzate Euphorbie, Agavi e altre specie resistenti al caldo e alla siccità. In generale, sono piante che mi piacciono molto anche se nel clima milanese, dove opero principalmente, non è sempre facile inserirle.

Cosa consiglia a chi vuole avvicinarsi a questo tipo di settore, non avendo una preparazione in biologia?

Il consiglio è quello di formarsi sul piano tecnico, botanico e progettuale. Occorre studiare ed essere curiosi di scoprire sempre piante e materiali nuovi. Un periodo di esperienza sul campo, presso uno studio o un garden, aiuta sicuramente e permette di toccare con mano la materia del nostro lavoro, le piante. In Italia ci sono numerose scuole di specializzazione o facoltà universitarie come agraria o architettura che danno un’ottima formazione teorica. Un’esperienza all’estero può poi dare quel qualcosa in più che può far emergere e distinguere.

Progettare giardini

……………………………

Manuele Protti, biologo e garden designer

Manuele Protti si è laureato nel 2000 in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Pavia. Si forma con una serie di esperienze di studio e di lavoro, in Italia e all’estero, in campo botanico, ecologico, ornitologico e didattico, collaborando con società private, Università ed Enti pubblici.

Da tempo svolge l’attività di garden designer e giardiniere, fondando lo studio Trame Verdi che collabora con architetti ed esperti del settore. Nel corso degli anni sono stati svolti numerosi progetti e lavori in Italia e all’estero (Brasile, Zambia, Spagna), e sono state offerte diverse consulenze in campo ambientale (De Agostini, Eco-Sistemi srl, SVEA, Quark-arquitectos).

Negli anni sono stati approfonditi gli aspetti tecnici, botanici e paesaggistici seguendo corsi e seminari specifici, come il corso professionale di Progettazione del Verde presso la Scuola Agraria del Parco di Monza o il corso di Progettazione, realizzazione e manutenzione degli impiani di irrigazione.

Parallelamente, ha svolto diverse consulenze per la casa editrice De Agostini, come la revisone scientifica dell’enciclopedia di giardinaggio Home Garden, edita nel 2014, e di altri progetti editoriali.

Per contattare Manuele Protti e osservare i suoi lavori: www.trameverdi.com, Linkedin, Facebook

Se vuoi richiedere le piante da interno ed esterno per il tuo giardino, visita lo shop di Paganopiante

LEGGI ANCHE: Piante da interno malate? Arriva il pronto soccorso verde

Share